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GINOCCHIO

Lesioni del menisco.

Possono essere degenerative o traumatiche, isolate od associate a artrosi o a lesioni legamentose. Nel caso in cui non vi sia tumefazione ricorrente, cedimenti dell’articolazione e grave degenerazione artrosica si pratica un trattamento conservativo. Negli altri casi si pratica un trattamento chirurgico per via artroscopica, con asportazione del frammento leso.

Lesioni dei legamenti Collaterali, Mediale ed Esterno.

Sono di solito a carico dello sportivo, professionista e non. Quando di grado lieve, e non vi sia instabilità, si procede con il trattamento conservativo. In caso contrario si procede invece con il trattamento chirurgico che può essere aperto od artroscopico.

Lesioni del legamento Crociato Anteriore e Posteriore.

Anche questo tipo di lesione è spesso a carico degli sportivi anche non professionisti, e prevede trattamento conservativo nel caso di lesioni di grado lieve e stabilità dell’articolazione, oppure in caso contrario trattamento chirurgico di ricostruzione tramite impianto di plastiche legamentose con materiale biologico, trapianti da donatore, legamenti artificiali.

Gonartrosi o degenerazione artrosica del ginocchio.

Quando leggera è sufficiente una buona fisio-kinesi-terapia, abbinata all’uso di visco-supplementazione, acido ialuronico, integratori, fattori di crescita, staminali. Se di grado intermedio si aggiunge al trattamento conservativo una toilette artroscopica della articolazione. Qualora invece sia grave si procede con la sostituzione protesica dell’articolazione seguita da un congruo periodo di riabilitazione.

SPALLA

Patologia della cuffia dei rotatori.

I movimenti attivi della spalla sono assicurati da 4 tendini e relativi muscoli detti CUFFIA DEI ROTATORI che uniscono omero e scapola e si muovono al di sotto alla parte inferiore dell’osso acromiale.
I movimenti attivi della spalla sono assicurati da 4 tendini e relativi muscoli detti CUFFIA DEI ROTATORI che uniscono omero e scapola e si muovono al di sotto alla parte inferiore dell’osso acromiale.
Il dolore alla spalla che si propaga al braccio ed aumenta con lo sforzo e/o di notte, è spesso il primo sintomo di una patologia della cuffia dei rotatori. Infatti, già dopo i 35-40 anni può iniziare un processo degenerativo dei tendini della cuffia caratterizzato da perdita di elasticità, microcalcificazioni con dolore dopo sforzi prolungati e notturno. Si può quindi instaurare una infiammazione dei tendini e della borsa sub-acromiale che sfociano in un quadro di tendinite o borsite. In questa fase la terapia è conservativa (medica e riabilitativa), non chirurgica e si può facilmente giungere alla guarigione. Se il processo degenerativo tendineo si cronicizza, la cuffia dei rotatori può iniziare ad usurarsi contro il soffitto acromiale nei ripetuti movimenti ad arto sollevato e le possibilità di guarire si riducono. Infine se questo processo di degenerazione e di usura tendinea persiste (facilitato dalle eventuali deformazioni artrosiche dell’acromion) o se avviene un trauma alla spalla, si giunge alla rottura della cuffia dei rotatori. In questo stadio una volta verificati età, richiesta funzionale e gravità della lesione si giunge all’intervento chirurgico, che può essere artroscopico, aperto, oppure, nei casi più gravi, protesico.

Instabilità gleno-omerale

La stabilità della spalla è dovuta alle strutture gleno-omerali. Laddove queste strutture diventino insufficienti, o per episodi traumatici di lussazione o per lassità strutturale, questa articolazione diventa instabile, dando luogo a quella patologia che spesso prende il nome di lussazione abituale della spalla. A questo punto il trattamento, inizialmente conservativo, diventa chirurgico: infatti si vanno a ricostruire a mezzo chirurgia artroscopica od aperta quelle strutture che sono state danneggiate o risultino insufficienti con il ripristino della stabilità e funzionalità della spalla.

ANCA

La causa principale di malattia dell’anca è l’usura della cartilagine articolare: la coxartrosi. Tale usura viene percepita come dolore che inizialmente insorge solo durante l’applicazione di un carico sull’articolazione, poi si manifesta via via sempre più frequentemente, finché si avverte anche durante il riposo. L’aumento dell’intensità del dolore è un processo lento, che può continuare per anni, e che può anche portare all’irrigidimento dell’articolazione. Inizialmente il trattamento è conservativo, quindi fisio-kinesi-terapia recupero articolare uso di acido ialuronico, cellule staminali. Quando il quadro sia particolarmente grave con la perdita della cartilagine articolare allora si opta per il trattamento chirurgico di sostituzione protesica. L’artroplastica d’anca è un trattamento comune per la coxartrosi grave. Interventi di protesi d’anca di successo portano a un evidente sollievo dal dolore ed al recupero delle funzionalità dell’articolazione dell’anca.